Un Viaggio di fede e trasformazione: la nostra esperienza con il Viaggio del Prigioniero

Un Viaggio di fede e trasformazione: la nostra esperienza con il Viaggio del Prigioniero

Se volessimo riassumere la nostra esperienza con il Viaggio del Prigioniero, diremmo che potremmo darle il titolo di: “Viaggio con il Prigioniero.” Infatti, ci siamo presto resi conto che non è stato un invito a far viaggiare, ma a camminare insieme.

Con il procedere degli incontri, abbiamo perso, con dispiacere, alcuni corsisti che non erano più interessati a partecipare, ma i sette rimasti pian piano ci hanno dato fiducia e hanno condiviso con noi le loro esperienze di vita e le loro aspettative. Siamo stati colpiti da quanto le loro vite fossero distanti da Gesù; a parte due partecipanti, gli altri cinque ne avevano appena sentito parlare e persino il luogo di nascita era sconosciuto ai più. La risurrezione di Gesù e l’ascensione al cielo non erano concetti familiari, alcuni erano fortemente anticlericali, altri dubitavano dell’esistenza di Dio. Gesù era un estraneo.

Come poteva un ebreo percepito come “mitologico” avere una proposta per la loro vita oggi? Come può questa figura rendere liberi? Come può Gesù, invisibile, darmi un aiuto tangibile? Perché non si fa vedere? Queste domande e tante altre erano nei cuori dei partecipanti.

In queste condizioni, assolvere al compito assegnatoci da Prison Fellowship poteva sembrare irraggiungibile, ma ci siamo fidati di Gesù, certi che non avrebbe tardato a operare nei cuori di chi desiderava conoscerlo. Con il procedere delle sessioni, abbiamo capito che ci osservavano attentamente e che vedere la nostra certezza che le loro vite in mano al Signore potevano cambiare, è stato di forte incoraggiamento. Cresceva anche la nostra conoscenza reciproca, associando al volto il nome e la storia condivisa, e abbiamo visto che il loro stesso ritrovarsi insieme era diventato una forma di nuova collaborazione ed interazione nel rispetto delle opinioni di tutti. La curiosità piano piano cresceva, e l’attenzione al tema era percepibile. La struttura del corso ci ha permesso di sviluppare gradualmente la conoscenza di Gesù e i filmati abbinati alle sessioni sono stati di grande impatto.

Vi riportiamo alcune delle testimonianze sul corso che abbiamo ricevuto direttamente dai nostri “fantastici 7” che sono stati pionieri di questo corso qui a Lodi:

  • “Lo consiglierei perché fa bene all’anima e al cuore.”
  • “Perché apre la mente.”
  • “Perché è sempre un imparare.”
  • “Perché può aiutarti ad aprirti con altre persone.”
  • “È impegnativo ma ottimo da fare.”
  • “È un corso piacevole, interessante e soprattutto mi ha dato ispirazioni e forza.”
  • “Mi è piaciuta l’armonia, lo scambio di pensieri e opinioni.”
  • “Mi è piaciuto il gruppo dei miei compagni e l’interesse nella condivisione dei propri pensieri sull’argomento religioso.”

Siamo consapevoli che questo è solo un inizio, un seme seminato che ha bisogno della nostra preghiera e del supporto di altri volontari che non facciano perdere quanto il Signore ha seminato.

Per quanto riguarda noi guide, direi che siamo testimoni di grazia e per noi è stato un privilegio essere stati accolti dal carcere e dai prigionieri, che oggi chiamiamo compagni di viaggio. Ringraziamo Prison Fellowship e quanti hanno collaborato a questo progetto per questa preziosa opportunità, ringraziamo il Signore per essersi rivelato a noi con il volto dei fratelli prigionieri.

Margherita e Roberto

Comunicazione ai Sostenitori e ai Visitatori del Sito Web di Prison Fellowship Italia

Comunicazione ai Sostenitori e ai Visitatori del Sito Web di Prison Fellowship Italia

Siamo lieti di informarvi che, in adempimento alle normative vigenti per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS), abbiamo pubblicato la dichiarazione sui proventi derivanti dal 5×1000.

Questo atto di trasparenza è fondamentale per noi, poiché crediamo fermamente nell’importanza di rendere conto del sostegno ricevuto da parte di tutti voi, che con fiducia donate una parte delle vostre imposte per supportare le nostre attività.

Nella dichiarazione troverete dettagli relativi alle somme raccolte e alle modalità di utilizzo dei fondi, destinati a promuovere e sviluppare i nostri progetti a favore delle persone detenute e delle loro famiglie.

Potete consultare la dichiarazione sui proventi del 5×1000 cliccando qui.

Grazie di cuore per il vostro sostegno continuo e per contribuire a portare speranza e trasformazione nelle vite di chi ne ha più bisogno.

Prison Fellowship Italia

5×1000 Prison Fellowship Italia

A Natale, accogliamo Gesù in carcere

A Natale, accogliamo Gesù in carcere

«Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono…» (Eb 13, 3).

Nonostante questo tempo estivo di vacanze e riposo, noi non ci dimentichiamo dei nostri fratelli carcerati. È stato confermato, infatti, anche per quest’anno, l’appuntamento dei Pranzi di Natale nelle carceri italiane. Un evento di solidarietà molto atteso da migliaia di detenuti e detenute ma anche dai volontari e dagli artisti del mondo dello spettacolo che, attraverso questa iniziativa, riscoprono il vero senso del Natale e del servizio agli ultimi.

Per noi di Prison Fellowship Italia, che con vari progetti entriamo nelle carceri italiane per spiegare come Gesù sia anche lì, tra quelle sbarre, il tempo del Natale si traduce in un’attenzione particolare a chi, privato della propria libertà, passerà i giorni di festa lontano dalla propria famiglia.

L’XI Edizione de “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’amore” avrà luogo giovedì 19 dicembre 2024. Molti gli Istituti penitenziari che hanno già espresso la volontà di aderire all’iniziativa. L’anno scorso sono stati ben 29 e il numero è destinato a crescere. L’Amore costruisce ponti, apre le porte ma per realizzare un sogno che si rinnova ogni anno, le nostre limitate risorse non bastano. L’impegno economico e organizzativo da sostenere è ingente, sempre oltre i costi stimati. Ogni anno, con l’aumento delle carceri coinvolte nel progetto, crescono notevolmente le spese e il nostro coinvolgimento per realizzare i numerosi Pranzi.

È fondamentale, dunque, già da ora, sensibilizzare a livello locale i fratelli affinché si attivino per la raccolta fondi, nella misura e nella modalità a loro più consona. Tante le iniziative che possono essere realizzate per raccogliere fondi e per avvicinare i fratelli a questo progetto che da 10 anni ci permette di regalare un sorriso e un Natale diverso a tantissimi fratelli ristretti.

Convocazione Regionale del RnS a Cuneo

Convocazione Regionale del RnS a Cuneo

Domenica 26 maggio, a Cuneo, si è svolta la Convocazione regionale del RnS del Piemonte e Valle d’Aosta. Il coordinatore regionale, Gioacchino, ha invitato i volontari di Prison Fellowship Italia a partecipare e a presentare le proprie attività con uno stand e una testimonianza.

Al banchetto, i facilitatori dei progetti hanno potuto raccontare le esperienze vissute durante le missioni in favore dei fratelli e delle sorelle detenuti, invitando i visitatori a lasciare un’offerta attraverso la sottoscrizione della quota soci o “acquistando” il libro scritto da Marcella Reni, “Ne vale la pena”. Tante persone sono venute a informarsi, e alcuni hanno espresso il desiderio di partecipare alla giornata di formazione del progetto Il Viaggio del Prigioniero per coinvolgersi personalmente nelle attività di missione.

Nel primo pomeriggio, Antonella, la referente regionale di Prison Fellowship Italia, è stata chiamata a presentare la nostra associazione e i progetti Sicomoro, L’ALTrA Cucina, Il Viaggio del Prigioniero, Genitori dentro e fuori, Angel Tree e Camp for Kids. Ha testimoniato su ciò che Gesù Cristo opera nei fratelli e nelle sorelle detenute incontrati nei carceri.

Antonella ha iniziato il suo intervento a nome di tutti i volontari di Prison Fellowship Italia con queste parole: “Lascia che Gesù cresca in Grazia in te! ‘Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto: Grazia su Grazia’ camminando giorno dopo giorno nel RnS. Lascia che Gesù cresca in Grazia in te. Lascia che il Signore ti ricolmi della Sua presenza, perché tu possa essere la Sua presenza nel mondo del carcere mediante i progetti di Prison Fellowship Italia!”

Ha concluso il suo intervento leggendo alcune testimonianze ricevute dalle persone detenute alla conclusione della loro partecipazione ai progetti.

Tutto per la maggior gloria di Dio!unnamed 2 Convocazione Regionale del RnS a Cuneo - Prison Fellowship Italia unnamed 1 Convocazione Regionale del RnS a Cuneo - Prison Fellowship Italia WhatsApp Image 2024 06 01 at 14.59.53 1 Convocazione Regionale del RnS a Cuneo - Prison Fellowship Italia WhatsApp Image 2024 06 01 at 14.59.34 1 Convocazione Regionale del RnS a Cuneo - Prison Fellowship Italia WhatsApp Image 2024 06 01 at 14.59.15 1 Convocazione Regionale del RnS a Cuneo - Prison Fellowship Italia

Ricordo di Franco Di Mare

Ricordo di Franco Di Mare

Con queste immagini (inedite) vogliamo ricordare e ringraziare il giornalista Franco Di Mare, scomparso venerdì scorso, 17 maggio, a causa di un mesotelioma. Giornalista, conduttore televisivo e per anni inviato speciale Rai nelle zone di guerra – in particolar modo nei Balcani – è stato straordinario testimone e cronista dei conflitti degli ultimi venti anni. Nel 2015, insieme alla figlia Stella, accettò di partecipare al Pranzo di Natale “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’amore”, promosso e organizzato da Prison Fellowship Italia in collaborazione con il Rinnovamento nello Spirito Santo e il Ministero della Giustizia. Da sempre impegnato in attività sociali e civili, il 23 dicembre 2015 partecipò al Pranzo di Natale servendo instancabilmente centinaia di portate alle detenute della Sez. femminile di Rebibbia a Roma.

 

Siamo venuti per i malati, non per i sani!

Siamo venuti per i malati, non per i sani!

La prima lezione che qualsiasi artigiano impara è quella di non forzare mai il legno durante l’iniziale fase di scultura, altrimenti si rischia di crepare irreversibilmente il pezzo e diventa estremamente più difficile poterlo modellare in seguito per arrivare alla forma alla quale è destinato. Con la stessa cura i volontari dell’associazione Prison Fellowship Italia hanno trattato i detenuti del padiglione “C” che hanno deciso di partecipare al progetto Sicomoro nei mesi di Febbraio e Marzo, cercando di farsi strada nei loro cuori un passo dopo l’altro. Alla giornata conclusiva del progetto, svoltasi nel teatro della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino il giorno mercoledì 17 Aprile, queste attenzioni sono state premiate da molte parole d’amore e da ringraziamenti da parte dei ragazzi reclusi, ma anche dai famigliari che hanno potuto godere direttamente dei benefici del progetto.
La giornata si è sviluppata intorno ad un senso di appartenenza e di amore infinito. Durante le spiegazioni, da parte dei volontari, dell’associazione e dei progetti che vengono portati avanti nei vari penitenziari, in mezzo alle poltrone blu del teatro si potevano scorgere scene di amore puro. C’era chi stringeva forte le mani della propria mamma quasi impedendole di muoverle, chi trovava rifugio poggiando la testa sul petto del proprio compagno e chi, dimenticandosi del proposito della giornata, non riusciva a distogliere lo sguardo innamorato dalla moglie, tenendole il viso tra le mani, sorridendole e scambiandosi effusioni. Il progetto sicomoro è anche questo; è amore, comprensione e una mano tesa che possa aiutare a risollevarsi.
Due dei ragazzi che hanno portato la propria testimonianza su quel palco si sono trovati d’accordo nel dire che il carcere serve a riabilitare ed i progetti come il nostro sono importanti perché aiutano a capire ed imparare, ma soprattutto danno modo di riempire l’eccessivo tempo libero in modo costruttivo.
Per esperienza posso dire che è quasi impossibile concludere un progetto di questa portata senza ricavarne benefici, sia per i volontari che per i ragazzi reclusi. La dimostrazione di questa affermazione la possiamo ritrovare nella lettera che Chiara, una delle volontarie, ha scritto e voluto condividere con tutti nell’incontro conclusivo del percorso e non nella giornata dedicata alla lettura dei nostri scritti. Leggendo questi suoi pensieri si è ritrovata a ripercorrere lentamente ogni tappa del nostro viaggio e ad individuare tutti quei momenti, quelle parole e quelle azioni che le sono rimaste nel cuore e che porterà per sempre con sé.
Un ragazzo un giorno ha detto che la vita è come un grosso salvadanaio ed ogni persona e ogni esperienza ti aiuta a metterci all’interno una monetina. Ti arricchisce a tal punto da voler essere tu stesso a mettere i soldini in quelli degli altri, una sorta di “passa il favore” dove ad arricchirsi si è entrambi. L’obiettivo di questi incontri è stato ancora una volta portato in modo soddisfacente a termine.
Il progetto si è concluso nel migliore dei modi, andando a scalfire la corazza che molti di loro ancora indossava e nel più sincero augurio di riappropriazione della propria vita e di una presta libertà.

Ilaria Lavia