Milano, 10 giugno 2026 – Ha preso il via oggi il progetto Recidiva Zero con il Digitale, un progetto selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa Sociale e coordinato da IFOA in partenariato con Universo Cooperativa Sociale, Randstad Italia, Prison Fellowship Italia e MEET Digital Culture Center, insieme alla Casa Circondariale Torino – Lorusso e Cutugno, la Casa Circondariale Monza, Casa di reclusione di Milano – Bollate, la Casa Circondariale Roma Rebibbia e Roma Rebibbia Nuovo Complesso.
Il progetto ha come obiettivo l’introduzione nelle carceri di un modello formativo innovativo e scalabile, che supera i corsi tradizionalmente offerti in ambito carcerario per proporre ai detenuti una formazione digitale di alto livello; azzerare la recidiva e trasformare questa iniziativa in un modello replicabile a livello nazionale, creando un reale ponte tra formazione, occupazione e reinserimento sociale: secondo i dati citati dal CNEL nell’ambito del programma “Recidiva Zero”, la recidiva tra gli ex detenuti che accedono a un percorso lavorativo può scendere fino al 2%. Lo stesso rapporto evidenzia che la formazione professionale coinvolge solo una quota molto limitata dei detenuti (circa il 6%), suggerendo un forte potenziale di miglioramento attraverso percorsi strutturati di qualificazione professionale.
Saranno coinvolte diverse Case Circondariali tra il Nord e il Centro Italia (Lombardia, Piemonte e Lazio) per promuovere il reinserimento sociale e lavorativo di 80 detenute/i attraverso un percorso educativo che prevede un’integrazione tra competenze digitali, soft skills e sviluppo personale. Il percorso formativo prevede attività 1.818 ore di attività teoriche e pratiche, finalizzate all’acquisizione di competenze digitali certificate, allo sviluppo delle soft skills e all’orientamento professionale. La formazione sarà erogata prevalentemente in presenza presso gli istituti penitenziari coinvolti, con il supporto di piattaforme digitali e strumenti di e-learning.
A sostenere il progetto entrano in campo anche realtà come Cisco, Cisco Academy, Confprofessioni, Anitec-Assinform e Smartive, che contribuiranno mettendo a disposizione know-how, percorsi formativi qualificati e reti di relazioni, garantedp la qualità delle attività previste e rafforza l’impatto del progetto.
Le dichiarazioni dei partner
“Con Recidiva Zero, IFOA trasforma la formazione digitale in un concreto motore di riabilitazione” ha commentato Umberto Lonardoni, Direttore generale di IFOA, coordinatori del progetto “Il nostro obiettivo è duplice: offrire ai detenuti competenze spendibili per il loro reinserimento lavorativo e sociale e, al contempo, contrastare il mismatch che penalizza le imprese. Siamo convinti che il lavoro qualificato sia una delle chiavi dell’inclusione sociale: dare alle persone gli strumenti tecnici per entrare nel mondo del lavoro significa trasformare la rieducazione in una reale opportunità di futuro.”
Prison Fellowship commenta così la propria partecipazione al bando: “Partecipiamo al Progetto “Recidiva zero con il digitale” perché crediamo che nessuno sia il proprio errore. Desideriamo donare a ciascun partecipante una nuova consapevolezza di sé attraverso strumenti concreti capaci di restituire piena dignità alla persona”.
“In qualità di partner dell’iniziativa, Randstad Italia mette in campo l’eccellenza e il know-how dei propri professionisti per valorizzare il talento attraverso il progetto Back2work. Ci occupiamo in prima linea di bilancio delle competenze, orientamento mirato e inserimento efficace dei candidati nel mercato del lavoro. Parallelamente, guidiamo il nostro network di aziende verso le opportunità del progetto, promuovendo una cultura aziendale inclusiva e orientata al futuro”, dichiara Randstad Italia.
“Il progetto Recidiva Zero con il Digitale rappresenta per noi un’occasione preziosa per ampliare e rafforzare questo lavoro, mettendo a sistema esperienze, competenze e partnership che condividono la stessa visione di inclusione e innovazione sociale”, sottolinea Universo Cooperativa Sociale Onlus.
“Per MEET partecipare a Recidiva Zero con il Digitale significa portare la nostra missione di diffusione della cultura digitale in un contesto dove l’accesso alla conoscenza può avere un impatto profondo sulla vita delle persone. Crediamo che le competenze digitali non siano soltanto strumenti professionali, ma anche chiavi di accesso alla cittadinanza attiva, all’autonomia e alla partecipazione sociale”, aggiunge MEET Digital Culture Center.
«Confprofessioni – dichiara il presidente di Confprofessioni, Marco Natali – considera la dimensione sociale parte integrante della propria missione. Le professioni non generano soltanto valore economico, ma rappresentano uno strumento di inclusione e crescita per le persone e le comunità. In questo senso, i liberi professionisti possono contribuire concretamente ai percorsi di reinserimento delle persone detenute, mettendo a disposizione competenze, formazione e opportunità di orientamento al lavoro”.
Aggiunge Smartive: “Siamo felici di sostenere Recidiva Zero perché è un progetto che dà concretezza a un’idea di trasformazione in cui crediamo profondamente. Formazione, cultura dell’errore, ownership e lifelong learning non sono solo competenze utili al lavoro: sono life skill che possono cambiare il modo in cui le persone rileggono la propria esperienza e immaginano il futuro. In un contesto come quello della popolazione detenuta, questo impatto diventa ancora più evidente.”
Il Fondo per la Repubblica Digitale
Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta.
Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inattivi, lavoratori a rischio disoccupazione a causa dell’automazione, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado, operatori dell’economia sociale, persone detenute e in condizioni di vulnerabilità.
L’obiettivo è sperimentare progetti di formazione e inclusione digitale e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.
Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.