“L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore” 20 dicembre 2023

“L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore” 20 dicembre 2023

Mercoledì 20 dicembre 2023

Pranzi “stellati” per i detenuti e le detenute degli Istituti penitenziari italiani in occasione del Santo Natale

di Daniela Di Domenico

Il Natale ci ricorda che Gesù nasce nella povertà del mondo, e che, da questa povertà, da questo nulla ha avuto inizio una Storia di salvezza. Per tutti, anche per chi, quella povertà, spirituale e materiale, la vive ogni giorno recluso in una cella. «A partire da qui, per gli uomini dal cuore semplice inizia la via della vera liberazione e del riscatto perenne» (Papa Francesco, 24 dicembre 2015).

Con questa consapevolezza, anche quest’anno, in occasione del Santo Natale, entreremo in 28 Istituti penitenziari italiani per condividere, con detenuti e detenute, un gesto d’amore nel segno della solidarietà. Mercoledì 20 dicembre si svolgerà, infatti, il Pranzo di Natale “L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”, un’iniziativa promossa dall’Associazione Prison Fellowship Italia onlus, in collaborazione con il Rinnovamento nello Spirito Santo, Fondazione Alleanza del RnS e il Ministero della Giustizia. Un Pranzo “speciale” perché a realizzarlo con le loro brigate saranno, come sempre, chef stellati e cuochi dell’alta cucina, e a servirlo, con generosità e partecipazione, molti volti noti del mondo dello spettacolo, dello sport, dell’arte e del giornalismo. Ospiti d’onore dell’evento saranno esclusivamente i detenuti e (dove consentito) le loro famiglie.

Per questa X Edizione hanno già confermato la loro adesione all’evento di Natale i seguenti istituti penitenziari: Roma Rebibbia (sez. femminile), Milano Opera, Torino, Alessandria, Aosta, Napoli Secondigliano, Nisida minorile (NA), Salerno (sez. femminile), Eboli (SA), Aversa (CE), Avellino, Ariano Irpino (AV), Bologna (maschile e femminile), Castelfranco Emilia (MO), Parma, Rimini, Firenze minorile, Massa, Teramo, Pesaro, Castrovillari (CS), Palmi (RC), Paola (CS), Vibo Valentia, Cagliari minorile, Lanusei (NU), Palermo.

Chef stellati, maestri di cucina, osti o cuochi dell’alta cucina del nostro Paese: sono moltissimi coloro che hanno accettato di mettere a disposizione la loro arte culinaria e le loro competenze per compiacere migliaia di palati: Domenico Iavarone, Davide Pezzuto, Roberto Alia, Nino Rossi, Carmelo Fabbricatore, Armando Sciarrone, Marco Contrada, Marianna Vitale, l’Unione Regionale dei Cuochi della Campania, Mariano Guardianelli, Paolo Bissaro, Filippo La Mantia, Francesco Dall’Argine, Cesare Battisti, Eugenio Boer, Marco Sorbini, Matteo Baronetto, Guido Perino, William Pitzalis, Carmelo Criscione, Niccolò Palumbo, e i cuochi dell’Associazione Cuochi della Valle d’Aosta.

A imbandire le tavole delle 28 carceri (ma anche a provvedere alle necessità relative all’allestimento del Pranzo all’interno del carcere) saranno 1200 volontari e, a servire le portate (circa 6000 piatti), decine di artisti. Tra questi: Giovanni Caccamo, Antonio Mezzancella, Marco Giallini, Edoardo Bennato, Gianluigi Nuzzi, Sabrina Scampini, Nunzia De Girolamo, Marco Capretti, Alda D’Eusanio, Rossella Brescia, Ilaria Grillini, Luca Abete, Alberto Bertoli, Rino Ceronte, Luca Pugliese, Fabrizio Coniglio, Andrea Segré, Renzo Sinacori, Emanuele Fasano, Diego Nicolosi (Papillon), Stefano Jurgens, Roppoppo (il cantastorie Franco Palumbo), Carmine Farago, le comiche Alessandra Ierse e Nadia Puma, Gianni Astone, Vincenzo Emmanuello, Niccolò Torielli, Antonio Fulfaro, Zorama, Luca Sepe, Moreno il Biondo, Laura Grispo, Gianpiero Perone, Ottavia Pojaghi Bettoni, Ottavio Demontis, e molti altri artisti in attesa di conferma.

Questo evento straordinario ci conferma, ormai da 10 anni, che il bene sprigiona il bene, guarendo molte ferite dell’anima e favorendo l’integrazione tra il “mondo fuori” e il carcere. Un ponte di speranza che abbatte i pregiudizi, apre il cuore all’ascolto e un varco verso una società più inclusiva e sana.

Questa edizione dei Pranzi di Natale si contraddistingue, per alcuni aspetti, dalle edizioni precedenti. Per la prima volta, un istituto scolastico contribuirà economicamente alla realizzazione dei Pranzi. Si tratta del Liceo classico “Bernardino Telesio” a Cosenza che ha raccolto e devoluto la quota di mille euro per coprire parte delle spese dei Pranzi di Natale della Regione Calabria.

Con l’intervento del prof. Andrea Segrè, ordinario di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Bologna, il Pranzo nel capoluogo emiliano sarà un’occasione per sensibilizzare sul tema dello spreco alimentare. Il Pranzo di Natale, infatti, verrà realizzato da Filippo La Mantia con il cibo recuperato dagli sprechi grazie alla campagna pubblica di sensibilizzazione “Spreco Zero” (sprecozero.it), un progetto di Last Minute Market-Impresa Sociale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari (DISTAL) Alma Mater Studiorum – Università di Bologna.

Inoltre, per la prima volta, il Pranzo di Natale (a Torino) sarà servito alla sezione dei “Sex offender”, di detenuti, cioè, che hanno commesso crimini a sfondo sessuale, solitamente reclusi in aree isolate e protette. Sempre nel carcere di Torino, oltre ai comici, si esibiranno per la prima volta i Stardust, un gruppo musicale nato dal progetto “La Musica che gira dentro”, sviluppato con alcuni detenuti dell’Istituto del Blocco C e del Blocco E. I costumi e le scenografie sono frutto del lavoro di un secondo progetto, il “Laboratorio Riuso dello Scarto” che ha coinvolto ospiti del Blocco A.

Altro tratto distintivo di questa X Edizione, il contributo di molte associazioni e fondazioni, tra cui Tempi di recupero, Fondazione Severino, organizzazione no profit Manalive,  Unione Cuochi della Valle d’Aosta, Unione Cuochi della Campania, I Miti dello Sport, Coldiretti.

I Pranzi di Natale saranno preceduti da una Conferenza stampa, martedì 19 dicembre (comunicheremo, a breve, ora e luogo).

Note organizzative per i giornalisti che intendono partecipare all’evento

I giornalisti iscritti all’Albo e in possesso di regolare tesserino possono accedere al carcere senza previa richiesta di autorizzazione. Tuttavia, è gradita la segnalazione dell’eventuale presenza, della testata di riferimento e del carcere di interesse. Per coloro che non sono iscritti all’albo (fotografi, cameramen e altre categorie), sono richiesti l’invio di copia di un documento d’identità (in corso di validità), e la dichiarazione scritta dell’attrezzatura con cui si intende accedere nell’istituto, entro e non oltre il 10 dicembre 2023. Inviare tutto a daniela.didomenico@prisonfellowshipitalia.it o su WhatApp al n. 3394590180.

Le meraviglie del Progetto Sicomoro

Le meraviglie del Progetto Sicomoro

Sabato 2 dicembre giornata molto fredda a Torino, ma si ritorna lo stesso in carcere, dobbiamo andare a
trovare i nostri amici dei tre progetti sicomoro che abbiamo fatto quest’anno. Loro ci aspettano sanno che
saremmo venuti. Baci e abbracci sono quasi due mesi che non ci vediamo. Ci sediamo di nuovo in cerchio,
oramai l’impronta del progetto è rimasta, bisogna condividere i progressi. Parlano prima tutti loro, sentite
le meraviglie:

M. sto bene, molto bene adesso ho pure un lavoro da due mesi;

A. sono molto più tranquillo, voi non mi avete mai giudicato e io ho ripreso fiducia sono sicuro che quando
uscirò di qui ci saranno persone che non mi giudicheranno, adesso a colloquio abbraccio mia sorella, prima
non osavo farlo;

E. vedere 7 persone come voi che sono venute per otto settimane a trovarci e vi ritornano è qualcosa che
spacca il cuore. Il progetto sicomoro mi ha migliorato, adesso sono più riflessivo; proprio l’altro giorno mi
son detto caspita ma io ho solo 21 anni posso ancora realizzare tutti i miei progetti di vita;

G. bisogna pensare alle proprie azioni ogni giorno, non una sola volta quando fai il progetto, avere rispetto
per tutti. Se avessi avuto rispetto non sarei qui oggi. Il progetto mi ha indicato la strada da seguire e senza
sicuramente non sarei cambiato;

F. del progetto non cambierei nulla, proprio nulla. C’è già tutto, il confronto con le vittime, gli argomenti
trattati, l’amicizia, adesso siamo una comunità.

A. il mio è un miracolo, dopo 32 anni di varie situazioni che mi hanno allontanato dalla donna che ho
sempre amato adesso si è risolto tutto e lei sta venendo a trovarmi, a breve tornerò a casa e ricomincerò la
mia vita con lei accanto;

Dopo parlano anche le vittime che non vogliono assolutamente mancare a questi incontri:

E. qui ho trovato verità e umanità e gioisco delle cose che mi state dicendo, state facendo tante cose belle,
incominciando dalla scuola che frequentate;

A. voi siete i miei amici e a voi posso dire tutto, vi voglio raccontare ogni cosa sicura che mi capirete;

I. nel primo incontro di sicomoro non volevo venire qui, non volevo alzarmi neanche dal letto. Oggi alle 4
ero già sveglia avevo bisogno di vedervi e sapere come stavate.

Ma la festa continua, non ci vedremo prima di Natale e allora bibite e panettoni. Ci sono anche i regali,
restano a bocca aperta questo è troppo per chi ha il timore del giudizio, Aurora ha confezionato con l’aiuto
del sul nipotino Gabriele di soli 9 anni dei dolcetti, Gabriele ha scelto le decorazioni e la forma. Gli diamo
anche un alberello dorato con tutte le nostre firme.
Vincenzo, si alza cerca un foglio e scrive due righe di ringraziamento a Gabriele tutti gli altri sottoscrivono il
pensiero.

Prima di uscire passiamo anche al femminile, del progetto ne sono rimaste solo 4. Maria vuole
assolutamente dirci che il Sicomoro è stato dove ha partecipato veramente volentieri, ogni volta vi tornava
con maggiore gioia.

Si, nel Progetto Sicomoro c’è già tutto e non deve essere cambiato nulla, quel che è certo è che l’amore
spacca il cuore.
Buon Natale amici cari, a presto.
Arcangelo

Dal Simposio “Dalla Giustizia alla Fraternità”: una Riflessione di Marcella Reni, presidente di Prison Fellowship Italia

Dal Simposio “Dalla Giustizia alla Fraternità”: una Riflessione di Marcella Reni, presidente di Prison Fellowship Italia

Il decreto conosciuto come “decreto Cartabia” sulla giustizia riparativa non è arrivato all’improvviso, ma è il frutto di un percorso lungo e complesso. Nasce da esperienze che, inizialmente timide e umili, si sono progressivamente fatte strada nel tempo. L’ex ministro Cartabia ha dovuto affrontare molte sfide per la sua approvazione, ma il decreto continua a generare resistenze e incomprensioni.

La giustizia riparativa non è semplice da assimilare; richiede un cambio di paradigma, di mentalità. Non si tratta della punizione per la violazione di una norma, ma di un processo di ricucitura, di riparazione. Il focus non è sul reato, ma sugli effetti che ha generato. In questo contesto, non interessa cosa è stato fatto, ma piuttosto quali impatti l’azione ha avuto e quali ferite ha provocato.

La giustizia riparativa è una giustizia tutt’altro che “buonista”, anzi è molto esigente, presuppone un impegno assunto volontariamente che richiede molta discrezione. Gli esiti della mediazione penale e delle azioni riparative devono rimanere riservati, se così desiderano le parti coinvolte. È un processo che richiede tempo per essere compreso, per entrare a regime, per formarsi. Ma soprattutto, richiede che ci si informi.

Non possiamo tornare indietro. Accanto al giudizio e alle sanzioni penali tradizionali, la giustizia riparativa deve affermarsi come un’alternativa necessaria. Non si tratta solo di una visione diversa della giustizia, ma di un percorso che cerca di capire, riparare e ricucire il tessuto sociale. In questo viaggio, non c’è spazio per la retromarcia. La giustizia riparativa è un passo inevitabile e fondamentale che dobbiamo compiere accanto alle strutture giuridiche tradizionali.

Prison Fellowship Italia nella 47a Conferenza Nazionale Animatori del RnS a Rimini

Prison Fellowship Italia nella 47a Conferenza Nazionale Animatori del RnS a Rimini

Prison Fellowship Italia è onorata di annunciare il suo coinvolgimento nella 47a Conferenza Nazionale Animatori del Rinnovamento dello Spirito, con un meeting dedicato che si terrà il 9 dicembre presso il Palacongressi di Rimini, via della Fiera 23.

L’evento avrà inizio alle 13.00 e proseguirà fino alle 16.30, offrendo una piattaforma unica per esplorare progetti significativi di riconciliazione e speranza all’interno delle carceri italiane.

Programma dell’Evento:

13.00 – 13.30 Pranzo al sacco conviviale Un momento informale per condividere esperienze e prepararsi spiritualmente per l’evento.

13.30 – 14.00 Presentazione dell’incontro e preghiera comunitaria Un inizio condiviso per unire gli animi dei partecipanti.

14.00 – 14.30 Presentazione “Progetto Sicomoro” Un progetto innovativo di giustizia riparativa che crea ponti tra detenuti e vittime, rompendo il ciclo del crimine.

14.30 – 15.00 Testimonianze Storie toccanti di trasformazione attraverso il coinvolgimento in progetti di Prison Fellowship Italia.

15.00 – 15.30 Presentazione del Progetto “Il Viaggio del Prigioniero” (VdP) Un viaggio di speranza all’interno delle carceri italiane, rafforzando la connessione tra i detenuti e la società.

15.30 – 15.40 Testimonianza sul VdP Un’occasione di ascoltare il potente impatto di questo progetto sulle vite dei partecipanti.

15.45  Relazione del Presidente Uno sguardo approfondito sui successi passati e le visioni future di Prison Fellowship Italia.

16.15 Conclusione e saluti finali Un momento per riflettere sull’importanza del lavoro svolto e per concludere la giornata con speranza e unità.

I partecipanti alla 47a Conferenza Nazionale Animatori sono invitati a partecipare a questo incontro straordinario che offre una prospettiva unica sui progetti di riconciliazione di Prison Fellowship Italia.

Coloro che non partecipano alla Conferenza Animatori sono invitati a confermare la loro partecipazione entro il 2 dicembre per ricevere il pass per accedere al Palacongressi.

Per ulteriori informazioni, contattare info@prisonfellowshipitalia.it

 

Inizia “il Viaggio del Prigioniero” ad Asti

Inizia “il Viaggio del Prigioniero” ad Asti

Siamo Maria Carmela e Silvana, e il 14 ottobre abbiamo iniziato questa bellissima esperienza de “Il Viaggio del Prigioniero” presso la Casa Circondariale di Asti.

All’ingresso, abbiamo avuto un piccolo inconveniente che ci ha impedito di portare con noi la chiavetta USB con i video. Ci siamo subito sentite smarrite, poiché i video avrebbero dovuto esserci di grande aiuto durante l’incontro. Il luogo che ci è stato assegnato è il teatro del carcere, che durante la settimana ospita le lezioni della scuola pubblica. Abbiamo trovato tutto l’equipaggiamento necessario al nostro lavoro. Al nostro arrivo nel teatro, c’erano già nove fratelli detenuti su dodici, che ci aspettavano con curiosità. Abbiamo iniziato l’incontro con una breve sessione di presentazioni e abbiamo consegnato a ciascuno un cartoncino su cui scrivere il proprio nome. Ci siamo presentate come sorelle che avrebbero “viaggiato” con loro in questo percorso di otto incontri con il solo scopo di presentargli la Persona di Gesù. Alla fine, sarebbero stati liberi di decidere se seguirlo o meno. I fratelli detenuti si sono dimostrati subito interessati e attenti. Solo un carcerato ha provato a sollevare obiezioni, ma la nostra rassicurazione nel dirgli che avrebbe trovato risposte alle sue domande durante gli incontri lo ha soddisfatto e lo ha convinto a continuare con pazienza.

Il primo incontro si è svolto molto bene, anche senza i video, ed è terminato con i ringraziamenti dei fratelli detenuti per la semplicità con cui li abbiamo guidati e per il nostro sorriso, che hanno notato essere sempre presente durante tutto l’incontro.

Tornando in auto, ci siamo rese conto che tutte le nostre ansie erano scomparse, e ci siamo sentite molto felici di portare avanti questo viaggio a favore di questi fratelli detenuti.

Sabato 21 ottobre, alle ore 9, siamo rientrate in carcere, e questa volta abbiamo potuto portare con noi la chiavetta USB contenente i video. Tutti i detenuti iscritti erano presenti e felici di incontrarci e lavorare con noi. Pasquale si è offerto di aiutarci ad attaccare i fogli lavagna. Questa volta abbiamo visto tutti i video, compresi quelli del primo incontro. I fratelli sono stati molto colpiti dalle testimonianze dei protagonisti che hanno ascoltato e visto. Tutti si sono impegnati molto nella comprensione dei versetti del Vangelo e nelle risposte alle domande. Hanno risposto con sincerità a tutti i lavori proposti. Il carcerato analfabeta è stato aiutato dai suoi compagni. Il gioco sull’identità da scoprire li ha coinvolti molto e ha fatto capire loro che prima di dire che Gesù non ci interessa, bisogna conoscerlo bene e avere tutte le informazioni su di Lui. Il clima durante gli incontri è di profondo rispetto tra di noi e tra i detenuti. Anche questa volta, i fratelli detenuti hanno detto che il tempo è trascorso troppo velocemente, e avrebbero voluto continuare ancora. Anche noi siamo uscite fiduciose e grate di poter vivere questa esperienza de “Il Viaggio del Prigioniero.”

Alla prossima testimonianza!

Maria Carmela Sciarrabone Silvana Vercelli