Il cielo di Torino si tinge d’Amore

Mercoledì 20 Dicembre si è svolta nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, così come in altri 28 istituti penitenziari, la X edizione dell’iniziativa “Un pranzo d’amore – l’altra cucina in carcere”. Salendo in macchina la mattina presto, avevamo già capito che la giornata sarebbe stata speciale e che non saremmo stati soli ; il cielo si era tinto di un rosso acceso tempestato da sfumature di rosa. Una meraviglia per gli occhi e per il cuore; non era importante che il traffico avesse rallentato la nostra missione perché eravamo pronti per distribuire amore. Arrivati al teatro abbiamo cominciato ad allestire i tavoli cercando di considerare le esigenze di spazio di tutti, mentre sul palco i ragazzi del blocco A si sono occupati delle scenografie per lo spettacolo che si sarebbe poi svolto nel pomeriggio. Ogni singola decorazione era stata realizzata attraverso materiali di scarto così come anche i costumi di scena, grazie al progetto “Laboratorio Riuso dello Scarto” in collaborazione con l’associazione Carlo Castelli. 

Nonostante il ritardo nella realizzazione dei preparativi per la giornata, in tempo record avevamo sistemato tutto; mancavano solo i protagonisti del pranzo d’Amore . Dopo qualche ostacolo, dai corridoi siamo stati raggiunti da un forte vociare ed i nostri fratelli reclusi hanno fatto capolino all’interno del teatro. I loro occhi si sono illuminati vedendo la trasformazione che aveva subito l’auditorium, ma ancora di più trovandosi davanti ad una schiera di volontari vestiti a festa pronti ad accoglierli a braccia aperte. 

In seguito alle opportune presentazioni e i dovuti ringraziamenti alla struttura e a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, abbiamo preso posto per godere dell’allegro spettacolo preparato dai due comici reduci dagli spalti di Colorado e Zelig; Gianpiero Perone e Massimo de Rosa, in collaborazione con il duo comico Ruggiero e Gianni dell’associazione Circolo magico bosco delle meraviglie. Le risa hanno riempito ogni centimetro di quel teatro e l’attenzione era interamente focalizzata su di loro. Alcuni fratelli reclusi avevano le lacrime agli occhi dalle risate e hanno confessato, alla fine dello spettacolo, di non ricordare nemmeno più l’ultima volta in cui avevano riso così tanto; erano avvolti da una luce diversa.  

Una volta seduti al tavolo non si parlava di altro; erano ancora tutti euforici ed in trepida attesa di assaggiare le delizie che i due chef stellati, Matteo Baronetto del ristorante Del cambio e Guido Perino della Casa Amélie, avevano preparato per loro. Nonostante gli inviti dei volontari a cominciare a mangiare, nessun tavolo osava sfiorare cibo finché non fossero stati tutti seduti e con il piatto davanti. Si poteva toccare con mano il rispetto e l’amore di quel gesto. Al termine del pranzo un ragazzo si è guardato intorno realizzando di essere ancora nel teatro; si era scordato di essere recluso. Per qualche ora lo aveva accompagnato il pensiero di essere con degli amici a pranzare tutti insieme fuori dall’istituto. 

Terminato questo pasto conviviale è cominciato subito lo spettacolo della band Stardust, un gruppo musicale nato dal progetto “La musica che gira dentro” sviluppato con alcuni detenuti. Grande novità di questa iniziativa dei pranzi d’amore è stata proprio questa; poter avere sul palco una band che non provenisse dall’esterno. Il concerto è stato veramente il culmine della fratellanza. Gli sguardi, le risate ed i canti felici del singolo si andavano ad unire a quello dei fratelli vicino a loro. Non c’era più un “io”, ma eravamo un “noi”, una comunità enorme. 

Dopo una fugace merenda, la distribuzione di qualche pensiero e molti abbracci, la giornata si è conclusa e l’obiettivo di distribuire gioia e amore è stato portato a termine. All’uscita del penitenziario il cielo era ancora rosa e così è stato fino al ritorno a casa, quasi come a voler concludere anche lui questa giornata insieme a noi. Non siamo mai stati soli in questo viaggio.  

Di seguito la poesia che è stata letta prima del concerto, scritta da un membro della band che purtroppo non è potuto essere presente allo spettacolo.   

RACCOGLIENDO I PENSIERI  

Si sopprimerà la fede, in nome della luce.  

Poi si sopprimerà la luce.  

Si sopprimerà l’anima, in nome della ragione.  

Poi si sopprimerà la ragione.  

Si sopprimerà la carità , in nome della giustizia.  

Poi si sopprimerà la giustizia.  

Si sopprimerà l’amore, in nome della fraternità.  

Poi si sopprimerà la fraternità.  

Si sopprimerà lo spirito di verità , in nome dello spirito critico.  

Poi si sopprimerà lo spirito critico.  

Si sopprimerà il significato della parola, in nome del significato delle parole.  

Poi si sopprimerà la parola.  

Si sopprimerà il sublime, in nome dell’arte.  

Poi si sopprimerà l’arte.  

Si sopprimeranno gli scritti, in nome dei commenti.  

Poi si sopprimeranno i commenti.  

Cosa rimane, forse i sogni, per una libertà inespressa.  

No!!! Loro rimarranno nel desiderio e nell’anima tarpata dell’uomo.  

Loro rimarranno, saranno il baluardo di qualcosa che non è stato.  

Loro rimarranno… per chi saprà forse capire e per questo anche morire.  

 

                                                   Ilaria Lavia 

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