Genitori Dentro e Fuori: progetto di sostegno alla genitorialità

L’esperienza genitoriale, già così difficile nel contesto quotidiano, viene notevolmente complicata quando la relazione genitori-figli viene attraversata dall’evento detentivo. Ad essere colpito non è soltanto il soggetto che ha commesso il reato, ma tutto il contesto familiare, soprattutto i figli. La carcerazione di un genitore è un’esperienza dolorosa e traumatica per molti bambini e adolescenti che va ad impattare sulla loro vita, sul benessere psichico, fisico e sociale.  Nella consapevolezza di dover e poter fornire un supporto psico-educativo che miri all’ascolto, ad offrire opportunità di incontro, crescita e cambiamento nella relazione genitori-figli, laddove questa soffra la distanza e le oggettive limitazioni delle mura carcerarie, nasce presso la Casa Circondariale di Palmi il PROGETTO DI SOSTEGNO ALLA GENITORIALITA’ “Genitori dentro e fuori” che a breve vedrà la conclusione della sua III edizione.

La metodologia scelta è l’intervento di gruppo e dalla I edizione alla III il numero dei partecipanti è stato in crescita, un fattore che ha confermato ulteriormente la validità del progetto.  Il progetto per ogni edizione si è articolato in circa 8/9 incontri con cadenza settimanale di 90 minuti.

Dal primo incontro i partecipanti, compresi i conduttori, si sono disposti in cerchio e dopo un giro di presentazione, tutti sono stati invitati a immaginare di intraprendere un “viaggio” che contenesse in sé il desiderio di cambiamento e soprattutto si articolasse in un percorso che avesse una funzione formativa.  Dopo aver scelto il mezzo con cui intraprendere questo viaggio, questo è stato disegnato su un grande foglio bianco e ognuno liberamente si è collocato al suo interno, aggiungendo qualsiasi elemento ritenesse fondamentale. In alcuni casi è stata scelta la nave, in altri il viaggio è stato una scoperta di posti da visitare a piedi o con un pulmino. Un aspetto cruciale sono state le aspettative di ogni soggetto e il bagaglio che desiderasse portare con sé, per alcuni fatto di esperienze, convinzioni, per altri un bagaglio vuoto da riempire man mano.

Nei successivi incontri è stata data l’opportunità di accogliere ed elaborare la funzione paterna, raccontando come hanno vissuto l’essere diventato padre e come lo vivono nell’oggi. Di seguito alcune testimonianze: <<Essere padri è un dono, ma non è facile, non sai se ciò che fai è giusto. Nel poco tempo a disposizione mi viene più facile dare calore che rimproveri>>. <<Adesso ho capito molte cose. Le paure che aveva mio padre nei miei confronti, adesso le ho anche io per i miei figli, adesso ho capito>>. 

Sono state proiettate delle scene tratte da film per far riflettere non solo sulla difficoltà di esercitare il ruolo genitoriale, ma sulle aspettative e sulle esigenze dei figli. Si è lavorato su come accrescere e rafforzare le competenze educative e sono stati illustrati i 4 stili educativi genitoriali affinché si potesse avere una guida operativa per riflettere, modificare e affinare la propria linea educativa.  Sono state condivise delle lettere, si è lavorato con l’uso di immagini in grado di evocare ricordi, suscitare emozioni e aiutare a comprendere che ogni emozione merita di essere espressa.  In alcuni casi è stato necessario lavorare sui Giusti Si e i Sani No da dire ai propri figli; sull’importanza di perdonare se stessi per gli errori commessi e per la sofferenza causata ai propri cari, aprendosi a nuove opportunità e a ricominciare. Si è fatto uso di interviste doppie, scenette per verificare gli apprendimenti e dare la possibilità ai padri di immedesimarsi nei ruoli dei figli.

Ogni gruppo ha manifestato i propri punti di forza e quelli di maggiore debolezza su cui si è dovuto soprattutto lavorare: alcuni si sono mostrati più aperti di altri, altri sono sbocciati durante i vari incontri donando al gruppo le proprie ferite, insicurezze, lacrime e desideri. Altri ancora hanno colto l’occasione per rafforzare quel cambiamento personale e genitoriale che aveva avuto inizio già da tempo e che aveva bisogno solo di essere rinforzato. Molti hanno imparato a guardare con occhi nuovi ciò che sembrava scontato.

Nuovi sentimenti, nuove consapevolezze, maggiori attenzioni ai figli e soprattutto ascolto attento e non giudicante. Nei vari incontri non sono mancati riferimenti a parabole del vangelo che potevano essere contestualizzate, preghiere conclusive, canti. Gli stessi conduttori hanno scelto di migliorare il progetto chiedendo ai partecipanti dell’ultima edizione di suggerire quegli aspetti che avrebbero voluto trattare o approfondire e in uno scambio di ruoli, per alcuni minuti, i conduttori sono stati travolti dalle emozioni dell’immedesimazione e dalla crescita che il gruppo ha manifestato.

Per ogni edizione del progetto si è sempre cercato di concludere con un ultimo incontro in cui partecipassero anche le famiglie dei detenuti. Il covid, purtroppo come in ogni ambito, è stato un grande ostacolo che per molti ha determinato l’impossibilità di concretizzare questo sogno. Tuttavia, al termine di questa terza edizione, alcuni di loro avranno la possibilità di trascorrere del tempo da dedicare ai propri cari, giocando, parlando e soprattutto donando tutto di se stessi così come desiderano.

Genitori dentro e fuori è un progetto che aiuta i padri ad esercitare il proprio ruolo nella difficile situazione in cui si trovano e soprattutto li aiuta a guardare al domani con speranza, immaginando un futuro diverso per sé e per la propria famiglia. E’ un progetto che ha scosso tutta la realtà carceraria della Casa Circondariale di Palmi perché non si parla solo più di pene, avvocati, cause, ma nelle ore d’aria i detenuti continuano a raccontarsi e condividere fra loro le difficoltà di padri, incoraggiandosi e sostenendosi a vicenda, consapevoli del peso comune che portano sulle spalle.

Sabrina Orlando

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