da Editore Prison | Dic 24, 2024 | Blog
Carissimi fratelli e sorelle,
la scorsa settimana, in 44 carceri italiane, abbiamo celebrato il Natale insieme a migliaia di detenuti. Grazie ai vostri sorrisi, al vostro servizio e al vostro amore, questo Natale ha assunto un significato più profondo di quanto spesso non abbia nelle case o nelle chiese.
I detenuti capiscono il messaggio del Vangelo con il cuore, provando un senso di sorpresa e forza. Sanno che il Bambino Gesù è nato in una mangiatoia che non era né lussuosa né pulita, ma odorava di animali e di paglia sporca. E che il Re del mondo è venuto alla luce in condizioni incomprensibili.
Nella storia del primo Natale, sono i poveri, gli insignificanti e i dimenticati ad essere protagonisti per Dio. Sono i pastori, senza case né letti, né vestiti puliti, ai quali l’angelo è apparso per primo. Ed è proprio questo che rende il Vangelo perfetto per chi serviamo nelle carceri: non solo per i detenuti, ma anche per le loro famiglie, che li aspettano in condizioni spesso di grande povertà, sentendosi insignificanti e dimenticate.
Il Vangelo è anche per le vittime, per coloro che portano ferite profonde a causa del crimine. Gesù è venuto per portare la buona novella ai poveri, e noi abbiamo il privilegio di testimoniare la gioia di chi, pur non comprendendola del tutto, la afferra con il cuore.
Alla fine del pranzo, tutti i detenuti hanno espresso la loro gratitudine: per il cibo, per lo spettacolo e, soprattutto, per la gioia e la ventata di aria fresca che avete portato in quello spazio. È stato un momento che ci ricorda la nascita di un bambino, di una nuova speranza.
Vi giunga la mia profonda gratitudine per ogni piatto che avete servito, per ogni sorriso che avete donato, per tutta la fatica e l’impegno che avete messo. Sono certa che Dio se ne è rallegrato.
Buon Natale, fratelli e sorelle.
Vi raggiunga tutto il mio amore e il mio augurio di pace, speranza e bene.
Con affetto,
Marcella Reni
da Editore Prison | Dic 13, 2024 | Blog
Pranzi “stellati” per i detenuti e le detenute di 44 Istituti penitenziari italiani in occasione del Santo Natale
«Nell’Anno giubilare saremo chiamati a essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e
sorelle che vivono in condizioni di disagio. Penso ai detenuti…» (Papa Francesco, 9 maggio
2024). Anche per rispondere all’esortazione del Santo Padre, prende forma giovedì 19 dicembre
l’iniziativa di Natale più attesa e ambiziosa all’interno del nostro sistema penitenziario. Anche
quest’anno, infatti, 1500 volontari entreranno in oltre 40 Istituti penitenziari per condividere,
con detenuti e detenute, un pranzo d’amore nel segno della solidarietà.
“L’ALTrA Cucina… per un Pranzo d’Amore”: questo il nome dell’iniziativa promossa dalle
Associazioni Prison Fellowship Italia onlus, Rinnovamento nello Spirito Santo e Fondazione
Alleanza del RnS, con il patrocinio del Ministero della Giustizia. Un Pranzo “speciale” perché a
realizzarlo con le loro brigate saranno, come sempre, chef stellati e cuochi dell’alta cucina
provenienti da tutta Italia, e a servirlo, con generosità e partecipazione, volti noti del mondo
dello spettacolo, della cultura, del giornalismo e campioni che hanno scritto pagine importanti
della storia dello sport. I commensali del nostro Pranzo saranno circa 8000 detenuti, fratelli e
sorelle che aspettano ormai con trepidazione questa giornata di festa che, in alcuni istituti, sarà
condivisa anche con i propri figli e la propria famiglia.
Molti gli istituti penitenziari che hanno aderito all’iniziativa: Milano Opera, Lodi, Torino,
Lecco, Alessandria, Ivrea, Verbania, Vicenza, Bologna (maschile e femminile), Castelfranco Emilia
(MO), Parma, Firenze (minorile), Massa, Roma Rebibbia (sez. femminile), Roma Rebibbia –
Nuovo Complesso (sez. maschile), Teramo, Pesaro, Vasto (CH), Pozzuoli (NA) (femminile), Napoli
Secondigliano, Nisida minorile (NA), Salerno (sez. maschile), Eboli (SA), Aversa (CE), Avellino,
Ariano Irpino (AV), Capua Vetere (CE), Airola (minorile) (BN), Potenza, Cosenza, Crotone, Palmi
(RC), Corigliano Rossano (CS), Vibo Valentia, Catanzaro (minorile), Cagliari Uta, Cagliari
(minorile), Lanusei (NU), Lodé-Mamone (NU), Nuoro, Palermo, Catania (minorile), Siracusa.
A preparare i Pranzi di Natale oltre 50 chef stellati, maestri, osti o cuochi dell’alta cucina:
Filippo La Mantia, Fulvio Pierangelini, Gianmarco Cirrone, Matteo Baronetto, Stefano Comazzi,
Mariano Iaria, Massimo Spigaroli, Rosanna Marziale, Ercole Villirillo, Anna Maria Palma, Laura
Marciani, Emilio Barbieri, Laura Sechi, Francesco Stara, Ciro Del Luongo, William Pitzalis, Donato
Pessonalis, Angelo D’Agrosa, Giuseppe Paolucci, Emanuele Ricchiuti, Alice Rodda, Francesco
Torti, Giuseppe Rambaldi, Raffaella Nigro, Nino Crispo Pastry chef, Clemente Ciervo, Francesco
Verdicchio, Marco Contrada, Giuseppe Picariello, Mauro Poddie, Alessandro Fabrizio, Andrea
Favati, Fulvio Russo, Antonio Morelli, Luigi Pomata, Vittorio Senes, Sandro Cubeddu, gli chef
della Casa di Carità Arti e mestieri, Nanu Eligio, Ivan Milani, Fabrizio Rebollini, Antonio
Mignanelli, Giovanni Parise, Nicola Alessio, Emilia Greco, Valeria De Marco, Niccolò Palumbo, Nicola Fossaceca,
Gianluca Ricci, Salvatore Race, Luigi Coppola, Accursio Craparo, Antonio Biafora, Carmelo Criscione, il maestro del gusto Giulio
Rocci. Cucineranno inoltre i ragazzi della Scuola Alberghiera Ferdinando Prat, CIAC Formazione,
della Scuola Alberghiera Formont di Villadossola (VB). Tra loro, alcuni offriranno personalmente
l’intero pranzo.
La mise en place, curata nei minimi particolari e spesso corredata da centritavola
realizzati per l’occasione dagli stessi detenuti con il sostegno delle associazioni, spetterà a 1500
volontari che quest’anno serviranno, insieme agli artisti, circa 25.000 piatti distribuiti su tutte le
carceri coinvolte.
Molti gli artisti, i giornalisti e gli sportivi che hanno già accettato di sostenere questa
straordinaria iniziativa. Tra questi, solo per fare alcuni nomi: Dado, Serena Bortone, Paola
Perego, Michela Giraud, Nunzia De Girolamo, Ilaria Grillini, Angela Missoni, Patrizia Pellegrino,
Felicita Pistilli, Mario Rosini, Giuseppe Di Tommaso, Serena Bagozzi e la sua band Bugs, Gilles
Rocca, Moreno, Lisa Di Giovanni, Renzo Sinacori, il cantastorie Roppoppo, Carmine Faraco e la
sua band, Maria Grazia Schiavo, Daniela Javarone, prof. Andrea Segré, Giampiero Perone, Max
De Rosa, le attrici “Le VIPere” (Marina Di Paola e Giorgia Caponetti), Giuseppe Giannini, Nicola
Legrottaglie, Ottavio Demontis, Gioia Masia, Jordan Valdinocci, Christian Manfredini, Alberto
Bertoli, Cristina Sferrazza, Anna Maria Chiarito, Edoardo Mirabella, Mino Abbacuccio,
Gianluigi Nuzzi, Giuseppe Cruciani, DJ Ringo, Gatto Panceri, Francesco Rizzuto, Gianni Testa,
Antonella Custer, Cecé Barretta, Grappa&Vinci (Davide Conigliaro e Valerio Paroli), Massimo
Pica, Francesca Tessitore, Sandro Cuomo, il Mago D’AP, Teresa Garau, Federica Olla, Claudio
Lalli, Federico Nardi, Carlotta Santandrea, Bruno Segreti, Stardust, Diana Puddu, Benito Urgu,
gruppo musicale “I Castrum”, Raffaele Marasco, Fabrizio Fierro, Mr. Hyde, Toti e Totino,
Antonio Catalano, Chris Clun, Cecilia Herreira, Massimo Mattia e molti altri.
Alcuni istituti penitenziari ospiteranno il Pranzo di Natale per la prima volta; tra questi, il
carcere di Lecco, Vasto, Potenza, Corigliano Rossano, Crotone, Uta (CA), Vicenza e, dopo 10 anni
nella sez. femminile di Rebibbia, quest’anno verrà realizzato un “pranzo stellato” anche nella
sez. maschile romana. Quest’ultima, la Casa circondariale “Raffaele Cinotti” (Nuovo Complesso)
è l’istituto penitenziario più grande d’Italia e, solo una settimana dopo il Pranzo, il 26 dicembre,
accoglierà papa Francesco per l’apertura della Porta Santa, diventando per un giorno, «simbolo
di tutte le carceri del mondo» (mons. Rino Fisichella).
Caso sicuramente degno di nota, il Pranzo di Natale nel Carcere di Verbania. La Scuola
Alberghiera Formont di Villadossola (VB) è stata autorizzata a imbandire le tavole con piatti di
ceramica, calici di vetro e posate di metallo come in un vero e proprio ristorante stellato. Gli
studenti dell’Istituto tecnico industriale “A. Monaco” a Cosenza hanno avviato una raccolta
fondi per coprire parte delle spese dei Pranzi di Natale della Regione Calabria. I ragazzi del Liceo
“De Santis” di Cosenza, come ogni anno, hanno realizzato un mercatino di Natale il cui ricavato
andrà in parte per i Pranzi della Regione e in parte alla Caritas diocesana. A Parma cucinerà per
la prima volta un sindaco: Massimo Spigaroli, una stella Michelin e sindaco di Polesine Zibello
(PR). A Bologna cucinerà l’oste e cuoco Filippo La Mantia, presenza costante ai Pranzi di Natale
fin dalla prima edizione, che coinvolgerà in cucina tutti i detenuti addetti normalmente ai pasti
nel carcere, preparando piatti dai sapori meridionali e siciliani. A Torino, quest’anno siederanno
a tavola le donne, meritevoli di questa giornata di festa dopo i positivi risultati comportamentali
raggiunti in seguito al primo Progetto Sicomoro (di PFIt) realizzato per la prima volta in una
sezione femminile. In alcuni istituti, tra i volontari che serviranno ai tavoli ci saranno anche gli
avvocati di alcune Camere Penali.
Anche quest’anno, i Pranzi di Natale sono una sfida comune di solidarietà. Molte le
associazioni e le fondazioni che hanno aderito all’iniziativa. Tra queste, per il secondo anno,
Tempi di Recupero e Last Minute Market; Coldiretti (partnership dalla prima edizione);
Fondazione Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucana; As Tifosi della Roma e Sport&Smile
(con loro il Pranzo di Natale porta nel carcere la testimonianza e i valori di ex calciatori e
campioni olimpionici), Organizzazione no profit Manalive, P.R. & Editoria di Lisa Di Giovanni,
Fondazione Severino, Nazionale Italiana Cantanti, Joseba Publishing, ASE (Associazione
Sviluppo Europeo). Numerosi anche gli sponsor che hanno sostenuto i costi dei Pranzi e
provveduto a fronteggiare le tantissime necessità. Con loro, a sostenere l’iniziativa nelle diverse
Regioni, i Consigli regionali del Rinnovamento nello Spirito Santo.
Tutti i dettagli, le informazioni, i nomi degli ospiti, degli chef, degli artisti e degli sponsor
relativi ai Pranzi di Natale saranno resi noti durante la CONFERENZA STAMPA DI
PRESENTAZIONE, CHE SI TERRÀ MERCOLEDÌ 18 DICEMBRE ALLE ORE 11.00 presso la SALA
CADUTI DI NASSIRYA DEL SENATO DELLA REPUBBLICA (a numero limitato), Piazza Madama, 11.
Per chi non potrà essere presente in Sala, sarà possibile seguire in diretta la Conferenza stampa
sul Canale streaming del Senato.
Note di accreditamento alla Conferenza stampa in Senato
e/o al Pranzo di Natale in carcere
Per poter partecipare alla Conferenza stampa in Senato, mercoledì 18 dicembre, bisogna
fare richiesta a segreteria.depriamo@senato.it (alla c.a. Dott. Andrea Presutto) specificando
nome e cognome – data e luogo di nascita – numero del tesserino di iscrizione all’Ordine –
estremi del documento identità. Stessa cosa per fotografi e video operatori (omettendo,
ovviamente, il n. del tesserino giornalistico). C’è tempo fino ad esaurimento posti.
Per quanto riguarda, invece, la partecipazione al Pranzo di Natale (nel carcere prescelto)
sia i giornalisti iscritti all’Albo che gli operatori devono inviare una semplice richiesta a
daniela.didomenico@prisonfellowshipitalia.it o daniela@rns-italia.it , segnalando la testata di
riferimento, il carcere di interesse e allegando copia del documento d’identità.
Fotografi e cameramen freelance, oltre all’invio della copia del documento d’identità (in corso di
validità), devono inviare anche l’elenco dell’attrezzatura fotografica con cui intendono accedere
nell’istituto. Inviare tutto a daniela.didomenico@prisonfellowshipitalia.it o daniela@rns-italia.it
o su WhatApp, cell. 3394590180.
Roma, 13 dicembre 2024
Daniela Di Domenico

da Editore Prison | Nov 18, 2024 | Blog
Recentemente, alcune dichiarazioni pubbliche hanno sollevato una questione fondamentale che non possiamo ignorare, come cittadini e come rappresentanti di un’associazione impegnata nel mondo carcerario.
Rammarica profondamente che un esponente del governo, chiamato a rappresentare quello Stato di diritto che si prende cura degli uomini e delle donne che hanno sbagliato, così come di coloro che vengono riconosciuti innocenti dallo stesso Stato, possa esprimere posizioni che sembrano negare i valori fondanti della nostra Costituzione.
Le carceri non sono luoghi isolati dal resto della società. Sono parte integrante di un sistema che dovrebbe avere come obiettivo il recupero della persona, anche di chi ha commesso gravi errori, affinché possa essere reinserita nella comunità civile. È un principio basilare del nostro ordinamento: lo Stato assume la custodia di chi ha sbagliato per accompagnarlo in un percorso di cambiamento.
Quando chi rappresenta lo Stato manifesta discredito verso questo principio, non possiamo tacere. Come associazione, riaffermiamo con forza che nessuna persona deve essere ridotta al proprio errore. Ogni individuo ha una dignità intrinseca che va rispettata, e il percorso di reinserimento sociale non è un “optional,” ma una missione che lo Stato è chiamato a compiere.
Queste riflessioni interpellano anche il nostro impegno quotidiano: chi lavora nei contesti carcerari sa quanto sia cruciale che lo Stato, nelle sue rappresentanze più alte, creda nella possibilità di un futuro migliore per chi si trova a vivere dietro le sbarre.
Concludo ribadendo il nostro fermo richiamo a rispettare i valori costituzionali, che non possono essere trattati come ostacoli scomodi, ma devono continuare a essere la guida per un’Italia che crede nella giustizia, nella solidarietà e nella speranza.
Marcella Reni
Presidente Prison Fellowship Italia
da Editore Prison | Nov 15, 2024 | Blog
Palmi ha ospitato un evento di grande importanza per Prison Fellowship Italia, con la visita di Hugh Greathead, Global Field Director & Senior Regional Director per Europa e Asia Centrale, e Max Brockmeyer, Regional Manager per la stessa area. La tre giorni è stata un’occasione straordinaria di incontro, preghiera e dialogo, che ha rinsaldato i rapporti di amicizia e radicato nei volontari il senso di appartenenza a quella che è oggi la più grande organizzazione mondiale di volontariato penitenziario.
La visita ha toccato diversi aspetti fondamentali delle attività dell’associazione. Nel carcere di Palmi, Hugh e Max hanno incontrato il direttore dell’istituto, gli educatori e rappresentanti delle istituzioni locali, per confrontarsi sui progetti già realizzati e per discutere nuove opportunità di collaborazione.
Un altro momento cruciale è stato l’incontro con i volontari delle carceri di Vibo, Palmi e Paola, un gruppo motivato e unito dalla passione per il servizio. Durante questo incontro, una toccante preghiera condivisa ha rafforzato la comunione e rinnovato il senso di missione. È stato un momento intenso, in cui si è chiesto allo Spirito Santo di guidare il futuro dell’associazione e provvedere alle esigenze dei prossimi pranzi di Natale, uno dei progetti più sentiti e amati di Prison Fellowship Italia.
Hugh e Max hanno elogiato il lavoro dei volontari, sottolineando come il ministero di Prison Fellowship vada ben oltre l’assistenza immediata, costruendo ponti di riconciliazione e redenzione. La loro presenza ha rappresentato un’importante occasione di incoraggiamento e di riconferma del valore delle attività svolte.
Questa tre giorni non è stata solo un momento di confronto operativo, ma anche una celebrazione dello spirito di unità globale che anima Prison Fellowship. Ogni volontario è tornato a casa con una consapevolezza ancora più profonda del proprio ruolo in questa grande famiglia internazionale, che lavora instancabilmente per portare speranza e dignità nei contesti più difficili.
Con il supporto di figure come Hugh e Max, e con la guida dello Spirito Santo, Prison Fellowship Italia continua il suo cammino, portando luce e umanità là dove sembrano mancare.