Prison Fellowship International incontra i volontari del carcere di Paola
Max Brockmeyer e Orlando D’Costa incontrano i volontari RnS della Casa circondariale di Paola.
Promuovere la trasformazione delle vite dei detenuti e delle loro famiglie.
Lungo questo filo conduttore si è svolto di recente, a Santa Maria del Cedro, nell’Auditorium parrocchiale “Don Francesco Gatto”, un incontro che ha visto la presenza di due figure attive di Prison Fellowship International, un’organizzazione di volontariato che si occupa di promuovere la trasformazione personale, sociale e spirituale dei detenuti, degli ex-detenuti e delle loro famiglie.
A ricevere Max Brockmeyer, coordinatore dei progetti per l’Europa e l’Asia centrale di PFI, e Orlando D’Costa, tra i fondatori dell’associazione e già membro del CdA, i volontari del carcere, appartenenti al locale Rinnovamento nello Spirito Santo, che svolgono parte delle attività di Prison Fellowship Italia.
Si è trattato di un confronto esaltante e costruttivo che ha visto anche la partecipazione del parroco, don Gaetano De Fino, e che ha consentito di approfondire tutti i risvolti dell’esperienza dei vari progetti, tra cui un percorso di evangelizzazione e riscoperta della fede tramite letture bibliche e riflessione comunitaria, sviluppato in tre anni di volontariato nella Casa circondariale di Paola.
Brockmeyer e D’Costa, interprete per l’occasione, hanno avuto modo – il giorno precedente all’incontro – di visitare l’istituto penitenziario calabrese e di apprezzare la straordinaria disponibilità e apertura culturale della direttrice Emilia Boccagna, che ha dimostrato cordialità, serietà e rigore, pilastri della sua quotidiana attività a servizio dei detenuti.
Il volontariato in carcere, è stato ribadito nel corso dell’incontro, è fondamentale per supportare i detenuti e le loro famiglie.
I volontari possono offrire:
aiuto nella gestione dello stress e delle difficoltà
assistenza legale e pratica
promozione di attività creative e formative
Le attività di Prison Fellowship International includono:
✅ Il Progetto Sicomoro: programmi di sostegno e assistenza ai detenuti e alle loro famiglie
✅ Incontri con i detenuti: attività di ascolto e supporto emotivo
✅ Laboratori e workshop: percorsi creativi e formativi
Rilevante il ruolo di Max Brockmeyer, volto a sostenere la realizzazione di comunicazioni efficaci e lo sviluppo della capacità organizzativa delle strutture carcerarie.
Anche se i programmi specifici all’interno delle carceri non prevedono la partecipazione operativa di Brockmeyer, il suo impatto indiretto ma cruciale contribuisce alla qualità e diffusione dei programmi.
Attraverso l’incarico di coordinatore strategico, Brockmeyer:
facilita la collaborazione e crescita tra le diverse entità regionali di PFI
mette in contatto risorse e pratiche consolidate
promuove la formazione condivisa
Obiettivo finale: potenziare l’impatto complessivo dei programmi carcerari nelle aree sotto la sua responsabilità.
Un edificante colloquio si è concluso con un momento di preghiera e raccoglimento, seguito da una sana convivialità con aperitivo e pizza presso il “Lido Azzurro”, già vicino alle iniziative Prison.
Un incontro che lascia una traccia profonda: umanità, fede e trasformazione camminano insieme.
Tiziana Ruffo – Responsabile Area Comunicazione, RnS Diocesi San Marco Argentano-Scalea