CIAO MARIO

E’ morto Mario Congiusta, il papà di Gianluca, ucciso dalla n’drangheta 13 anni fa, un calabrese che
non ha avuto giustizia da uno Stato che, comunque, ha aiutato offrendo il proprio esempio ai
giovani e ripetendo ovunque la propria denuncia.
Mario ha partecipato come vittima al primo “Progetto Sicomoro” realizzato in Italia nel Carcere di
Opera nel 2010. Oggi lo vogliamo ricordare, nel giorno del cordoglio, mentre lo accompagniamo
nel luogo che lui stesso aveva predisposto accanto a Gianluca.
Mario tu non hai affidato la memoria di tuo figlio ad altri, ma ti sei fatto tu stesso voce ribelle e
scomoda, spesso urlo ragionato di una richiesta di giustizia che diventava contemporaneamente
tutela della legalità. Quante ore abbiamo passato ad ascoltare la tua voce graffiante che non si
faceva silenziare mai, quanti urli hanno squarciato il conformismo.
Cosa ci mancherà di te, Mario?
Ci mancherai tu, con la tua eleganza, il tuo abbigliamento ricercato e sorprendente, la tua sete
inappagata di giustizia, la tua forza, la tua ironia, la tua testardaggine e la tua caparbietà.
Ci mancheranno le tue lotte. Ci mancherà il tuo sorriso, quello che ti increspava le labbra e quello
che saettava negli occhi. Ci mancheranno i tuoi “assalti” verbali ai detenuti che venivi ad incontrare
in carcere e il tuo cuore traboccante di bontà e d’amore che, appena uscito, ti faceva fare richieste
spiazzanti “cosa possiamo fare per aiutarli?”. Ci mancheranno anche i tuoi silenzi, così eloquenti.
Una volta ci hai detto che le ferite dell’anima, anche se nascoste, uccidono.
Lasci un grande vuoto, Mario. Il vuoto enorme che lasciano i grandi uomini quando se ne vanno.
Riposa in pace, eroe!
Ci uniamo nel dolore alla moglie Donatella, alle figlie Roberta e Alessandra, al genero e agli adorati nipotini.

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