P. F. in Italia e nel mondo


     Prison Fellowship Italia
si inserisce all’interno della più vasta organizzazione mondiale Prison Fellowship International (PFI)  con sede negli Stati Uniti d’America, che opera da oltre trent’anni nelle carceri ed è  attiva in 135 sedi nazionali in tutto il mondo (divenute centosedici con l’aggiunta dell’Italia).664500

Il suo atto costitutivo risale al 7 dicembre 2009, a Rimini, in occasione della XXXIII Conferenza Nazionale Animatori del movimento cattolico Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS). Durante la Conferenza,  il direttore del RnS Marcella Reni – presidente di Prison Fellowship International per l’Italia – ha accolto il presidente mondiale PFI Ronald W. Nikkel all’interno del simposio dedicato all’evangelizzazione nelle carceri.

Prison Fellowship Italia nasce dall’esperienza statunitense dell’organizzazione omonima che, a partire dal 1976, per opera di Charles Wendell Colson  Chuck-Colson(braccio destro del presidente Richard Nixon e coinvolto nel caso Watergate) ha dato il via ad una missione di recupero e riqualificazione dei detenuti, anche attraverso l’evangelizzazione delle carceri, luogo degli ultimi per eccellenza.

        L’organismo originario ha successivamente avuto una sua continuità all’interno dei diversi continenti, come risposta ad un sempre crescente affollamento delle carceri che (indipendentemente dai Paesi in cui queste sono costituzionalmente intese come luogo di rieducazione o meno) salgono agli onori della cronaca soprattutto per episodi di violenza, difficoltà di condivisione di spazi il più delle volte inadeguati, finendo con il diventare concausa di ulteriori esasperate azioni da parte degli stessi detenuti. Per questa ragione, a partire da Prison Fellowship si sono diramate una serie di organizzazioni indigene riconosciute locali e quindi legate ad un tessuto sociale particolare che tenesse conto delle necessità inerenti il sistema carcerario del singolo Paese. Motivo per cui, in molte occasioni si parla di un volontariato trans-confessionale che consideri l’appartenenza religiosa dei detenuti.

         Ciò che ha ispirato il fondatore Ronald Nikkel e i suo i primi collaboratori è un lavoro di recupero e di rivalutazione del detenuto che parta dalla dignità di uomo, dalla sua condizione di figlio di Dio indipendentemente dalla confessione religiosa particolare. Sin dal 1976, Prison Fellowship International ha basato il suo messaggio su un Dio che è comune a tutti, entrando nelle realtà dei diversi Paesi facendo appello alla dimensione spirituale dell’uomo.

       L’obiettivo italiano è sviluppare nel Paese alcuni dei progetti portati avanti dall’organizzazione internazionale, individuando un punto di inizio nel Progetto Sicomoro – inteso come strumento di evangelizzazione all’interno delle carceri – un’ottica innovativa rispetto ad una politica di rieducazione genericamente intesa: in questo caso, attori in causa sono i detenuti ma anche le vittime dei reati, parte attiva e passiva rispetto all’esecuzione dell’atto criminoso.